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Joseph Zicchinella “PENSIERI-COLORI-EMOZIONI ”
“Il pensiero ha i suoi paesaggi la cui contemplazione non gli è concesso che un attimo” (Marcel Proust)
Il giovane artista JOSEPH ZICCHINELLA pone al centro della sua Intelligente azione-pittorica stratificata e contestualizzata attraverso l’uso sapiente della tecnica da lui stesso definita Transcollage, IL PENSIERO, come sollecitazione continua di forme che prendono contenuto e di contenuti che prendono forma, nella miriade di possibilità combinatorie che l’assemblaggio gli consente, come motivo impaginativo e come dispiego cromatico di forte emozionalità. Si scorge nell’operazione d’affastellamento raffinato dell’immagine carpite e poi riordinate su plexiglas l’innovativa operazione dell’artista che, in una sorta di reade-mady cartaceo, ri-compone le sue “armonie cromatiche” dell’orchestrazione che il “ golfo mistico ” del supporto, accoglie, per restituire melodia visiva, sul pentagramma in cornice che, senza soluzione di continuità, attinge colore, sentimento, emozione, duttilità estetica dai “materiali”, per riproporli in altra veste. Una raffinata e molteplice capacità di ri-disegnare la funzione del collage delle avanguardie storiche e di andare “ oltre “ il riconoscibile strappo “ decollage ” di Mimmo Rotella, antesignano delle operazioni estetiche di tale natura. Il pensiero che sovrasta, sovrappone, ritaglia, scompone, accosta e discosta con “ rapimento onirico” , ma anche con trasfigurazione della realtà, nasce nelle opere di Zicchinella sulla scorta letteraria-inventiva del grande James Joyce, che nel “fluidofiume” del suo monologo interiore, teorizzò il “ flusso di coscienza ” che ha Influenzato tutta l’espressione artistica del Novecento, per qualsiasi disciplina. Tutta la gamma di sensazioni che l’artista vive nel momento creativo, nel passaggio dall’idea che si enuclea, alla manualità che la riproduce e la reitera, diviene pensiero. E Zicchinella, come in un caleidoscopio visivo, destina colori, profumi, immagini, nell’atto evocativo che li rende “ opere di pittura ", grazie anche agli interventi strettamente cromatici con i quali rinsalda le immagini che assembla. Il fascino dell’arcano, destituisce l’arte dal suo alveo convenzionale che la tradizione, spesso vuole attribuirle, trova così l’altro da se il disfacimento che si rigenera in ordinato modello di “ nuova visione ” e scandisce con perizia e leggerezza, nuovi spazi fisici, nuove pulsioni emozionali. Un “ corpo senza coscienza ”, assume consapevolezza nella ricostruzione artistico – cromatica di un libero pensatore.
Giovanni Amodio
(Membro A.I.C.A. associazione internazionale critici d’arte. PARIGI) |
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“Corpo senza coscienza” (particolare– trascollage 1999) |
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“Flussi di coscienza” (Transcollage nel plexiglas 2004) |
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"Una congerie di coriandoli d' idee dipinte di materia, disinvoltamente ritagliate e manipolate da una febbrile sperimentazione tecnica, ricompongono minutamente il quadro della visione discontinua di un luogo mentale popolato di fantasie multiformi d'immagini".
M.C. Simotti
"Che cosa indica in termine trans-collage? Sta per attraversamento -mutamento- trasformazione del collage. Zicchinella assembla, ritempra immagini decontestualizzanole, scava negli strati focalizzando l'oggi. Pregnanti realtà s'agitano e coesistono in una produzione artistica non aliena da substrati di pittura informale, tematiche interessanti che poi si dilatano in qualcosa di più complesso ed universale. V. Bellomo
“Un percorso di forte carattere emotivo e dall’impatto dirompente, in istantanei flash che la manualità dell’operazione amplifica e poi redime nell’azione conclusiva, la quale, dopo gli interventi cromatici, viene rivestita con un’altra “pelle”, con il plexiglas, quasi a sigillare quello spazio scosso e fecondato dall’alchimia della creazione. Un procedere riconoscibilissimo, dagli imprevedibili e sicuri sviluppi, che imprime alla manipolazione tecnica un’esasperata trasfigurazione di simboli e di forme, di colori,ricreando una superficie ricca di mistero e di evocazioni, senza abdicare a livelli di astrazione primaria, ma anzi facendo costante ricorso alla decontestualizzazione di un discorso fondato sulla rappresentazione onirica e sulla ricerca costante dell’idea che sorregge il fare artistico, quel pensiero che Zicchinella dilata con il suo monologo interiore trasmettendo un flusso di emozioni dal forte impatto emotivo e cromatico.”
Tratto da: ( “I transcollage di Ziccchinella” di C. Carlino Catanzaro 2004)
“Joseph Zicchinella ha saputo creare una immagine del tutto personale che lo rappresenta e lo distingue , con merito e capacità di rappresentazione e di innovazione artistica. […]Soffermiamoci nel descrivere e spiegare l’aspetto stilistico e di tendenza dell’artista: Parliamo di Trasformazione d’immagine, di linea grafica creativa e duttile che in alcune opere diventa Spazialismo cosmico e universale, e in altre può essere Surrealismo creativo. È presente anche la Concettualità come filone artistico, in tutte le opere, poiché si tratta della costruzione di fondo, che avviene amalgamando pigmenti e materie e accostando le stesse, con maestria, a forti colori e suggestive immagini. Continuiamo ad evidenziare la forza creativa e spirituale che ha dato un senso e una logica alle costruzioni, alle suddivisioni d’immagine e alla composizione dei pigmenti, adatti a realizzare l’opera in oggetto. […] L’artista ha un dono nell’arte che lo arricchisce anche come uomo e lo porta ad elevare la sua immagine di creatività che rappresenta proprio il suono che dà i colori. Se consideriamo tutte le immagini di Zicchinella, troviamo questa manipolazione di pigmenti e materia che lo rappresentano nei diversi momenti della sua vita. Ricordiamo a questo proposito il grande Freud con la sua famigerata affermazione: “ Noi non siamo mai gli stessi” , e l’artista lo descrive con i suoi studi , attraverso i suoi colori e le emozioni del momento.”
Tratto da : “Joseph Zicchinella - L’arte della tecnica e della poesia cromatica “
I. Convertino (Milano 2004)
“Raramente un artista contemporaneo ha espresso con le immagini un pensiero così forte: Joseph Zicchinella è rigoroso e radicale ma non rinuncia al paradosso, non assume atteggiamenti predilige Dalla mente e dalla mano.
Tratto da: Pittura e Materia di A. Diprè ( Trento 2006)
“Nessuno scende due volte nelle acque dello stesso fiume. I lavori di Zicchinella fanno eco all’intuizione di Eraclito: tutto è attraversamento e divenire. E l’uomo? Attraversamento di pensiero e di emozione, non è una compiuta unità, ma flusso che si aggroviglia e condensa attorno a residui inattesi. Materia e colore, vibrazione e carne sono preziosi segni di un tempo in fuga e di una coscienza imprevedibile, già altrove quando lascia l’uomo a raccogliere le sue tracce. Frammenti e ritagli di un’identità da ricostruire: ogni volta che una sintesi si compie, nuovi attraversamenti rilanciano la sfida. L’effimero e il composto sono - per condanna essenziale - gettati nel divenire e da esso costituiti. La verità del mondo interiore oscilla così tra il miracolo di una compiutezza fugace e l’ironia del procedimento di costruzione e decostruzione del transcollage. Nel paesaggio dell’anima e nelle geometrie del pensiero un’unità, piccola e residuale, vibra di vita autentica. Ma appena lo sguardo diventa analitico, questa unità rivela tagli, cesure, sovrapposizioni componibili in infiniti altri modi e tracce di altre identità. L’opera d’arte si fa carico del processo: cattura l’attraversamento e sigilla il fluire dinamico dei frammenti in uno spazio di cui non si percepisce conclusione e che, nell’accostamento delle sfumature e dei piani, si dilata oltre i limiti imposti. L’opera si fa carico anche della sintesi: accudisce il residuo, lo sottrae al fluire, conferendo una dimensione e uno spessore al pensiero e al sentimento. Un recinto sacrale che circoscrive il luogo in cui il senso accade, come ricostruzione e sintesi soggettiva. Tuttavia, quest’isola è in bilico sul nulla: piccola barca che palpita nel flusso delle cose. Il suo equilibrio è precario perché è sottoposta alla tensione del rinvio. È perfetta in quanto opera, incompiuta in quanto traccia. Tra sociale e soggettivo, l’opera d’arte è un paesaggio di frammenti che la coscienza ordina in una forma. Il massimo del soggettivo e dell’ideale, l’astrazione del pensiero e la profondità ineffabile dell’emozione trovano concretezza. Sono sedimento e iscrizione: l’opera d’arte come oggetto assoluto.”
Presentazione della personale “Attraversamenti e Residui” (Milano 2006)
Vera Maria Carminati |
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“Disagio interiore” (particolare) |
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“ energia mentale ” (particolare) |
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“Al di fuori del dominio della della coscienza” (particolare) |
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“Pensieri che volano” (particolare)
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“Pensiero erotico notturno” (particolare) |
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“Amore fisico e spirituale” (particolare) |
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Hanno scritto di lui : Giovanni Amodio, Luca Beatrice, Vittoria Bellomo, Rossana Calbi,Carlo Carlino,Vera Maria Carminati, Isabella Convertino, Davide Cosco, Andrea Diprè, Giovanni Frusciante, Renato Scarpati, Maria Claudia Simotti, J.T.Spike |

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“ecstasy” (particolare) |
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“Attacchi di panico” (particolare) |
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“ Per me la creazione di un’opera d’arte è procreare, il frutto di un atto d’amore che avviene nel ventre del mio cervello che un pensiero feconda.” (J. Zicchinella)
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